Piazza libertà, puntata 85, 3 dicembre 2023

In questa puntata di “Piazza Libertà” dal titolo “Genderizzazione in corso: l’ ideologica distrazione per la distruzione di massa”, Armando Manocchia si occupa della questione del gender, delle carriere alias, della transizione di genere e non solo.
Spazio anche ai danni da psico-pandemia e ai nuovi modelli “costruttivi” per essere distruttivi. Lo scopo è sensibilizzare i genitori, gli insegnanti, i cittadini, al fine di contrastare la narrazione dominante di un modello unico e di un governo malato che si vende come unico possibile.
Ospiti di questa puntata: Ines Buonora, mediatrice familiare; Silvia Guerini, esperta di società del controllo e transumanesimo; Patrizia Scanu, insegnante, psicologa e Gestalt counsellor.
ARMANDO MANOCCHIA CARRIERE ALIAS GENDER PIAZZA LIBERTÀ
Sono docente liceale di Scienze umane, psicologa, Gestalt Counsellor, formatrice e mediatrice familiare; sono anche blogger e saggista.
Ho fondato Rebis, un gruppo di studio sul risveglio del femminile come via d’uscita dal neoliberismo (pagina FB dedicata: Rebis – Il risveglio del femminile per un popolo sovrano e consapevole).
Scrivo per Sovranità popolare (giornale e blog).
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Patrizia
Sono docente liceale di Scienze umane, psicologa, Gestalt Counsellor, formatrice e mediatrice familiare; sono anche blogger e saggista.
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Autore: Patrizia
Sono docente liceale di Scienze umane, psicologa, Gestalt Counsellor, formatrice e mediatrice familiare; sono anche blogger e saggista. Ho fondato Rebis, un gruppo di studio sul risveglio del femminile come via d'uscita dal neoliberismo (pagina FB dedicata: Rebis - Il risveglio del femminile per un popolo sovrano e consapevole). Scrivo per Sovranità popolare (giornale e blog). Vedi tutti gli articoli di Patrizia












































E’ un vero piacere sentire lei e Silvia Guerini inquadrare il problema nel modo giusto, parlando di ritorno degli stereotipi, di omofobia ecc…, insomma da una prospettiva femminista. L’ideologia dell’identità di genere (preferisco chiamarla così) è la forma più estrema e feroce di misoginia che si sia mai vista, perciò solo il femminismo può resisterle con efficacia.