Parte 2. Quali sono i punti deboli degli Standard of Care 8 (SOC-8) del WPATH (World Professional Association for Transgender Health)
[Parte 1] [Parte 3] [Parte 4] [Parte 5] [Parte 6] [Parte 7] [Parte 8]

E-mail di risposta (positiva) del WPATH alla richiesta dell’assistente al Segretario della Salute USA Rachel Levine di rimuovere i limiti di età per i trattamenti ormonali e chirurgici sui minori dal SOC-8. Il documento è stato pubblicato dal giornalista Benjamin Ryan.
Non sono standard di cura.
Innanzitutto, nonostante il nome, gli Standard of Care del WPATH non sono standard di cura. Lo standard di cura è un termine strettamente medico-legale e non è affatto sinonimo di linea guida clinica (CPG). Esso definisce il livello di assistenza, di competenza e di condotta prudente che un professionista sanitario è legalmente tenuto a prestare nell’esercizio della sua attività clinica. Sono indicatori di performance oggettivi che definiscono la qualità dell’assistenza, ovvero i livelli di soglia minima e di eccellenza nel trattamento. Servono come riferimento per misurare il rendimento professionale. Le linee guida sono invece documenti più flessibili e adattabili al caso concreto e contengono raccomandazioni cliniche sviluppate mediante una revisione sistematica della letteratura. Supportano i professionisti nelle decisioni di cura. Sebbene una linea guida di pratica clinica possa riflettere o essere integrata all’interno di uno standard di cura (e viceversa), i due concetti rimangono distinti nell’ordinamento giuridico e sanitario.
La scelta della WPATH potrebbe essere stata compiuta in modo deliberato al fine di garantire alle proprie raccomandazioni un’immediata deferenza nei tribunali e nelle controversie legali in cui lo standard di cura è oggetto di dibattito giudiziario. Tuttavia, nel 2020 la stessa WPATH ha dovuto chiarire formalmente che il proprio documento SOC-7 è in realtà una “linea guida di pratica” (practice guideline), confermando di fatto che non si tratta di uno standard di cura legale vincolante.
Nessuna revisione sistematica indipendente ha giudicato adeguati gli standard scientifici dei SOC-7 e dei SOC-8.
Diverse revisioni sistematiche della letteratura scientifica posta a giustificazione dei SOC-7 e dei SOC-8 hanno messo in luce una evidente debolezza scientifica delle prove e una preoccupante assenza di indipendenza, nonché la presenza di conflitti di interesse. Nessuna di esse ha giudicato adeguati gli standard scientifici del SOC-7 e del SOC-8 né del Protocollo olandese su cui si fondano. Approfondiremo i punti critici nel prossimo articolo. In particolare, segnalo:
- NICE (2020): Nel 2020, il National Institute for Health and Care Excellence (NICE) britannico ha esaminato le prove relative ai bloccanti della pubertà e agli ormoni sessuali nei bambini. La conclusione è stata devastante: qualità delle prove molto bassa, nessun effetto convincente e alto rischio di bias. Il NICE è un istituto con autorità globale nella medicina basata sull’evidenza, eppure è stato tenuto fuori dal dibattito politico per quattro anni dal settore delle azioni positive. Solo la Cass Review ha imposto questo riconoscimento.
- COHERE Finlandia (2020): Il Consiglio per le scelte in materia di assistenza sanitaria (COHERE Finlandia) è l’organismo consultivo ufficiale del Ministero degli Affari Sociali e della Salute finlandese. Nel giugno 2020, COHERE ha pubblicato una linea guida sulla disforia di genere nei minori: per la prima volta in un contesto occidentale, una linea guida che non raccomandava automaticamente la terapia ormonale, secondo il Protocollo olandese e il SOC-7, ma si basava sui propri dati clinici. La Finlandia è diventata il primo Paese occidentale a emanare una nuova linea guida: la psicoterapia è il trattamento primario per la disforia di genere giovanile; i bloccanti e gli ormoni sono l’eccezione. Riittakerttu Kaltiala-Heino, responsabile del team per la disforia di genere di Tampere, ha pubblicato una propria ricerca che dimostrava che: (a) la disforia di genere nei giovani spesso migliorava senza intervento medico, (b) la comorbilità era predominante, (c) la popolazione finlandese differiva significativamente dalla vecchia coorte olandese su cui si basava l’intero Protocollo olandese .
- Studio Dahlen et al. (2021)[1]: revisione sistematica e valutazione della qualità delle linee guida di pratica clinica (CPG) pubblicate riguardanti l’assistenza sanitaria delle persone appartenenti a minoranze di genere/trans utilizzando AGREE II (strumento di valutazione delle linee guida per la ricerca e la valutazione di cui parleremo nel prossimo articolo). Conclusione: “Esiste una scarsità di orientamenti di alta qualità per le minoranze di genere/persone trans, in gran parte limitati all’HIV e alla transizione, ma non ad aspetti più ampi dell’assistenza sanitaria, della mortalità o della qualità della vita”.
- Studio Ziegler et al. (2021)[2]: analisi critica con il protocollo AGREE II delle linee guida internazionali sulla pratica clinica (CPG) relative alla fornitura di assistenza primaria agli adulti transgender per valutarne l’applicabilità alla pratica. Conclusione: pure nell’utilità di alcune indicazioni, “il rigore metodologico complessivo nello sviluppo delle linee guida è stato scarso”.
- SBU Svezia (2022): Lo Statens beredning för medicinsk och social utvärdering (SBU) ha esaminato tutti gli studi disponibili secondo la metodologia GRADE[3]. Conclusioni: le prove sull’efficacia dei bloccanti e degli ormoni nella disforia di genere nei bambini sono insufficienti; il potenziale rischio di danni è una delle principali preoccupazioni: il trattamento non è adatto alla routine psichiatrica infantile; il trattamento deve rientrare nel protocollo di ricerca ed essere soggetto a una rigorosa valutazione etica.
- Florida (2022): La Florida Agency for Health Care Administration (AHCA) è l’ente principale per la politica e la pianificazione sanitaria nello stato della Florida. La revisione è stata realizzata per supportare la Rule 59G-1.018, Florida Administrative Code, riguardante la copertura Medicaid per i trattamenti di affermazione di genere. Punti-chiave: la transizione sociale di genere non dovrebbe essere un’opzione terapeutica per bambini o adolescenti; a chiunque abbia meno di 18 anni non dovrebbero essere prescritti bloccanti della pubertà o terapia ormonale; l’intervento chirurgico di riassegnazione di genere non dovrebbe essere un’opzione terapeutica per bambini o adolescenti.
- Danimarca (2023): Il Sundhedsstyrelsen (il servizio sanitario danese) riconosce che l’aumento esponenziale delle richieste di assistenza medica da parte dei giovani, come del resto anche altrove, non può essere spiegato da fattori biologici. Pertanto, la politica sulle transizioni di genere nei minori è stata inasprita e l’approccio psicoterapeutico diventa la prima scelta. I giovani danesi che si sono rivolti alle cliniche di genere hanno mostrato lo stesso profilo riscontrato altrove: alta prevalenza di disturbo dello spettro autistico, depressione, ansia e disturbi alimentari, in linea con quanto riportato da Cass in merito alla comorbilità , con l’SBU in Svezia e con il lavoro di Lisa Littman sulla ROGD (disforia di genere a insorgenza rapida). Il modello è coerente a livello mondiale: non si tratta di “disforia biologica”, bensì di una presentazione clinica sorprendentemente nuova in cui i fattori sociali e psichiatrici sono predominanti.
- Norvegia (2023): Ukom è l’autorità norvegese per la sicurezza dei pazienti in ambito sanitario, paragonabile alla CQC britannica o all’IGJ olandese. Non si tratta di un organismo di attivismo, bensì di un organo di vigilanza. Su richiesta delle autorità, Ukom ha valutato se l’assistenza ai bambini con disforia di genere fosse conforme agli standard normativi norvegesi in materia di sicurezza dei pazienti. La risposta: no. È emerso che la linea guida della Nasjonal behandlingstjeneste for kjønnsinkongruens (NBTK) non si basava su una ricerca sistematica della letteratura scientifica, ma su una forma metodologica di ragionamento circolare in cui le linee guida si richiamano a vicenda senza un fondamento scientifico. Stesso difetto che la Cass Review ravvisa nelle linee guida di WPATH ed Endocrine Society [cfr. il prossimo articolo, Parte 3].
- La Cass Review (Studio Taylor 1)[4]. La Cass Review, pubblicata ad aprile 2024 e presieduta dalla pediatra Hilary Cass, è una revisione indipendente sui servizi d’identità di genere per bambini e giovani commissionata dall’NHS England. Il rapporto si basa su diverse revisioni sistematiche condotte dall’Università di York, che hanno valutato la qualità metodologica delle prove e delle linee guida esistenti. La conclusione: la medicina di genere è “costruita su fondamenta traballanti”.
- Il comitato editoriale del BMJ (British Medical Journal)(2024) ha pubblicato un editoriale durissimo, affermando che “degli oltre 100 studi che esaminavano il ruolo dei bloccanti della pubertà e del trattamento ormonale nella transizione di genere, solo due erano di qualità passabile”.
- La valutazione indipendente di Zhang et al. (2026)[5] sulla qualità del SOC-8 del WPATH utilizzando lo strumento di valutazione delle linee guida per la ricerca e la valutazione AGREE II. Lo studio ha reclutato un gruppo eterogeneo di professionisti sanitari internazionali come valutatori, tra cui sei medici e due metodologi delle linee guida. Conclusione: “le linee guida SOC-8 di WPATH presentano limitazioni in termini di rigore scientifico e metodologico, applicabilità e trasparenza nella gestione degli interessi concorrenti”.
- La valutazione di esperti di Evidence-Based Medicine (come McDeavitt, Levine e Cohn[6]) sugli articoli critici relativi alla Cass Review. Gli autori hanno ribadito che la pretesa di WPATH di considerare i propri protocolli “medicalmente necessari” non è supportata da alcuna prova robusta e che la priorità bioetica di “non nuocere” (non-maleficence) impone di preferire la psicoterapia esplorativa e neutrale rispetto a interventi fisici irreversibili e sperimentali dai tassi di rimpianto e detransizione non ancora quantificabili.
- Altre rassegne sistematiche e metanalisi arrivano agli stessi risultati. Per esempio, qui, qui e qui. L’American College of Pediatricians, sulla base di questi studi, si è dichiarato contrario all’affermazione di genere nei minori: “Non esistono studi a lungo termine che dimostrino benefici né studi che valutino i rischi associati agli interventi medici e chirurgici forniti a questi adolescenti. Non ci sono prove a lungo termine che i problemi di salute mentale diminuiscano o si alleviino dopo “la terapia di affermazione di genere.”
- USA (2026). Il Dipartimento della Salute e dei Servizi Umani degli Stati Uniti (HHS) denuncia come numerose cliniche e ospedali pediatrici abbiano utilizzato intenzionalmente codici assicurativi e diagnostici fuorvianti o errati per fatturare alle compagnie assicurative pubbliche e private i trattamenti per la transizione di genere nei giovani anche negli Stati in cui sono proibiti. L’HHS ha commissionato il rapporto Lupi in camice bianco: come medici e ospedali hanno promosso e tratto profitto dalla frode della ‘medicina di genere’ a 10 autori, tra cui il dottor Eithan Haim, chirurgo traumatologo che ha denunciato il programma clandestino per la transizione di genere del Texas Children’s Hospital, e l’endocrinologo pediatrico Quentin Van Meter. Il Rapporto denuncia un sistema di finanziamento privo di etica, in cui gli ospedali avrebbero creato le condizioni per assicurarsi “pazienti vincolati” medicalizzati a vita per garantirsi così una fatturazione stabile. Dal 2019 ospedali e cliniche avrebbero fatturato quasi 120 milioni di dollari per oltre 5.500 interventi chirurgici e 8.500 cicli di terapia ormonale o bloccanti della pubertà destinati a minori. Questo documento non consiste in una rassegna metodologica, ma apre uno squarcio su una pratica altamente discutibile, come la prescrizione di ormoni cross-sex nello stesso giorno della diagnosi di disforia di genere (p. 62).
L’unica revisione sistematica commissionata dal WPATH non evidenziava benefici significativi.
L’unica revisione sistematica commissionata dal WPATH alla Johns Hopkins University è rimasta non pubblicata per decisione dei committenti, perché i risultati della ricerca non evidenziavano benefici significativi della transizione medica sui minori. Nel timore che tali dati potessero compromettere l’accesso ai trattamenti a livello globale, WPATH ha esercitato pressioni e imposto un “voto di approvazione” interno sui manoscritti già pronti per la pubblicazione. Successivamente, WPATH ha imposto una politica interna di approvazione preventiva dei risultati (un diritto di veto sugli articoli da pubblicare) per assicurarsi che gli studi scientifici pubblicati “contribuissero positivamente” alla promozione dei trattamenti e non ne ostacolassero l’accesso a livello globale.
L’unica revisione favorevole era debole e frutto di pressioni del WPATH.
Di tutte le revisioni commissionate dal WPATH, solo una è stata effettivamente pubblicata (Baker et al., 2021) dopo aver subito pesanti modifiche. Il testo pubblicato conteneva la dichiarazione formale che la WPATH non aveva avuto alcun ruolo nella stesura (una clausola ironicamente imposta dalla stessa WPATH), ma le sue conclusioni favorevoli alla transizione medica contraddicevano clamorosamente i deboli dati effettivi raccolti (che includevano solo tre studi sugli adolescenti per un campione totale inferiore a 200 persone, senza alcun beneficio statistico rilevato sulla qualità della vita).
I limiti di età sono stati rimossi per pressioni politiche.
Sui SOC-8 ci sono stati pesanti interventi politici da parte dell’assistente al sottosegretario alla Salute Rachel Levine sotto l’amministrazione Biden per eliminare dal documento i limiti di età per gli interventi ormonali e chirurgici che pure il WPATH aveva fissato nel documento originale (tolto dal sito dopo poche ore dalla pubblicazione e modificato come richiesto) e che inizialmente prevedevano 14 anni per gli ormoni e 15-16 anni per la chirurgia. Si può leggere qui la mail di Levine. Inoltre, l’American Academy of Pediatrics fece pressione nella stessa direzione, per evitare che limiti rigidi potessero indebolire le difese legali nei tribunali americani contro le leggi restrittive statali. (qui il documento).
Il WPATH ha ricevuto consistenti finanziamenti privati dalla Tawani Foundation.
Il WPATH ha ricevuto consistenti finanziamenti privati dalla la Tawani Foundation (creata dalla miliardaria transgender Jennifer Pritzker) con donazioni di circa $400.000 dal 2018, una parte dei quali (250 mila dollari) espressamente dedicati alla stesura dei SOC-8. La famiglia Pritzker (fondatrice della catena Hyatt Hotel, con un patrimonio stimato di circa 29 miliardi di dollari) ha investito massicciamente nel settore medico-industriale e nella promozione della transizione di genere. Jennifer (James) Pritzker, finanzia con milioni di dollari la WPATH, l’ACLU, Planned Parenthood e numerose cliniche pediatriche per il genere e scuole di medicina. Tra queste spicca la Pritzker School of Medicine dell’Università di Chicago, che ha offerto corsi accademici favorevoli all’uso precoce dei bloccanti della pubertà (GnRHa). La sua holding, la Tawani Enterprises, collabora strettamente con la Squadron Capital, un fondo di acquisizione focalizzato su dispositivi medici, protesi ortopediche e tecnologie sanitarie. Suo cugino Jay Robert Pritzker, governatore dell’Illinois e co-fondatore del Pritzker Group (che investe in aziende tecnologiche e mediche come Clinical Innovations), ha introdotto nei programmi scolastici dello Stato l’insegnamento secondo cui i bambini possono trascendere il proprio sesso, rendendo l’Illinois uno “Stato santuario” per le transizioni dei minori.
I SOC-8 appaiono viziati da pregiudizi ideologici.
I SOC-8, secondo gran parte degli studi citati, appaiono viziati da pregiudizi ideologici e non prendono in considerazione aspetti fondamentali della questione, come i detransitioner, ovvero le persone che si pentono della transizione e desiderano tornare indietro, o la ROGD (disforia di genere a insorgenza rapida) (Littman, 2018), che sembra avere origine dal contagio sociale e che non viene fatta oggetto di approfondimento scientifico.
Gli estensori del documento non sono esenti da conflitti di interesse.
Gli estensori del documento non sono esenti da conflitti di interesse. La maggior parte degli autori dei SOC presentava significativi conflitti di interesse legati alle proprie cariche accademiche e affiliazioni organizzative, che sono stati interamente omessi nei documenti. Ad esempio, il Dr. Eli Coleman, autore principale e coordinatore della stesura di SOC-7, ricopriva una cattedra presso l’istituto per la salute sessuale dell’Università del Minnesota, un programma che a partire dal 2007 ha ricevuto oltre 6,5 milioni di dollari dalla Tawani Foundation (con la stessa Pritzker inserita nel consiglio direttivo dell’istituto). Tale relazione finanziaria e d’influenza non è stata minimamente dichiarata in SOC-7, così come sono state omesse le affiliazioni di altri tre co-autori (Robinson, Feldman e Bockting) allo stesso programma finanziato dal principale donatore di WPATH.
Assenza di procedure tracciabili e di isolamento dai bias professionali.
Assenza di procedure tracciabili e di isolamento dai bias professionali: Valutazioni sistematiche condotte da metodologi indipendenti (come lo studio di Zhang et al. del 2026 su SOC-8) hanno rilevato la totale assenza di procedure trasparenti e tracciabili per registrare e gestire i conflitti di interesse all’interno del comitato. I valutatori AGREE II hanno evidenziato l’incapacità dell’organizzazione di isolare il processo di stesura dalle influenze personali, professionali e ideologiche dei suoi membri. Trattandosi prevalentemente di clinici attivi nell’erogazione di terapie di genere, essi presentavano un forte conflitto d’interesse intellettuale e accademico, che li ha portati a formulare raccomandazioni forti a favore di interventi medici anche a fronte di prove scientifiche deboli o nulle.
Discutevano internamente i rischi e i danni, ma li tacevano o li minimizzavano con le famiglie.
La documentazione interna (i famosi WPATH files, di cui parleremo nella Parte 4) ha svelato che, mentre pubblicamente la WPATH difendeva la sicurezza e la necessità medica immediata dei trattamenti per minori, privatamente i suoi membri condividevano profonde incertezze e timori clinici su gravi danni fisici a lungo termine, inclusi i rischi oncologici (come il tumore al fegato indotto da terapie ormonali prolungate), che venivano sistematicamente omessi o minimizzati nei colloqui di consenso informato con le famiglie.
Il giornalista Benjamin Ryan ha illustrato molti dettagli della questione in un lungo articolo online di aprile 2026 dal titolo How Gender Medicine Set Itself Up for Disaster. Si può leggere l’articolo qui.
Analizzeremo meglio questi aspetti nei prossimi articoli: Le revisioni critiche dei SOC-8 di Hilary Cass e di Zhang e colleghi e Lo scandalo dei WPATH files e i procedimenti legali.
[1] Dahlen, S., Connolly, D., Arif, I., Junejo, M. H., Bewley, S., & Meads, C. (2021). International clinical practice guidelines for gender minority/trans people: Systematic review and quality assessment. BMJ Open, 11(4), e048943. https://doi.org/10.1136/bmjopen-2021-048943
[2] Ziegler, E., Carroll, B., & Charnish, E. (2021). Review and Analysis of International Transgender Adult Primary Care Guidelines. Transgender Health, 6(3), 139–147. https://doi.org/10.1089/trgh.2020.0043
[3] La metodologia GRADE (Grading of Recommendations Assessment, Development and Evaluation) è un approccio sistematico per valutare la certezza delle evidenze e la forza delle raccomandazioni in ambito sanitario. Essa mira a fornire un metodo trasparente e rigoroso per migliorare la qualità delle decisioni basate su evidenze scientifiche: a raccomandazioni forti devono corrispondere prove solide.
[4] Taylor, J., Hall, R., Heathcote, C., Hewitt, C. E., Langton, T., Fraser. L., Clinical guidelines for children and adolescents experiencing gender dysphoria or incongruence: a systematic review of guideline quality (part 1), Archives of Disease in Childhood. 9 Aprile 2024 (pubblicato online) / 30 Ottobre 2024 (stampa), Volume 109, Supplemento 2, Pagine s65–s72. 10.1136/archdischild-2023-326499
[5] Zhang, Y., Januś, D., Kaltiala, R., Karvonen, M., Ptak, J. J., Yepes-Nuñez, J. J., Quality of the World Professional Association for Transgender Health Guideline Standards of Care 8: An Appraisal Using the AGREE II Instrument.Archives of Sexual Behavior, Aprile 2026 (pubblicato online in anteprima il 19 febbraio 2026), Volume 55, Fascicolo 4, Pagine 1845–1857. 10.1007/s10508-025-03399-6
[6] McDeavitt, K., Cohn, J., Levine, S. B., Critiques of the Cass Review: Fact-Checking the Peer-Reviewed and Grey Literature, Journal of Sex & Marital Therapy, 2025, Volume 51, Fascicolo 2, Pagine 175–199 (pubblicato in anteprima online il 4 febbraio 2025). 10.1080/0092623X.2025.2455133
Sono docente liceale di Scienze umane, psicologa, Gestalt Counsellor, formatrice e mediatrice familiare; sono anche blogger e saggista.
Ho fondato Rebis, un gruppo di studio sul risveglio del femminile come via d’uscita dal neoliberismo (pagina FB dedicata: Rebis – Il risveglio del femminile per un popolo sovrano e consapevole).
Scrivo per Sovranità popolare (giornale e blog).











































