DAD per i non vaccinati?

Nuove regole per la DAD

Non è bastato affossare completamente l’economia italiana con sistematico furore e svenderla ai potentati sovranazionali, di cui ha parlato a sorpresa perfino Sergio Mattarella; sperperare montagne di denaro pubblico a favore di case farmaceutiche con contratti secretati per farmaci sperimentali; mentire a reti unificate per due anni, terrorizzando gli Italiani fino alla pazzia; emanare in modo compulsivo DPCM e decreti demenziali e illegittimi che usurpano la funzione legislativa del Parlamento per un’emergenza finita da tempo; cancellare diritti costituzionali inviolabili; interrompere la scuola, il gioco, lo sport, la vita sociale a milioni di bambini e ragazzi, con danni incalcolabili; ricattare i cittadini per costringerli ad iniettarsi senza la prevista prescrizione medica e senza alcuna informazione seria una sostanza inutile e così sicura da richiedere lo scudo penale per chi la somministra, lo scarico di responsabilità dello Stato sul suddito costretto, l’irresponsabilità delle ditte produttrici, la censura degli scienziati indipendenti e il silenzio sui dati spaventosi sugli effetti avversi; alimentare una costante campagna di odio, di sadica punizione, di ingiusta colpevolizzazione nei confronti di chi ha scelto di non piegarsi alla volontà arbitraria e maligna di un gruppo di potere che rappresenta molto meglio gli interessi di Big Pharma che quelli del popolo.

Non sono bastati i dati fasulli sui contagi e sui morti; i morti per incuria, lasciati aggravare con tachipirina e vigile attesa; le persone abbandonate a morire sole nelle RSA o in ospedale; la negazione delle cure ai cosiddetti No-vax; la perfida campagna pubblicitaria per spingere i genitori a inoculare senza motivo i propri figli, sempre sotto ricatto, e le donne in gravidanza; la ferocia dell’arbitraria sospensione dal lavoro e dallo stipendio che ha gettato nella disperazione milioni di persone; le strade deserte, i negozi vuoti, i fallimenti a catena, il turismo morto, come la cultura e la scuola.

Mentre gli altri Paesi europei e perfino Israele stanno facendo marcia indietro sulle misure coercitive pseudosanitarie e ad Ottawa i camionisti assediano il fantoccio Justin Trudeau, il governo telecomandato del Draghistan ha tirato fuori (anche se non ancora in G.U.) la sua ultima cervellotica trovata per seviziare i malvagi e odiatissimi No-vax: la didattica a distanza per gli studenti non vaccinati, già penalizzati dall’impossibilità di salire sui mezzi pubblici per andare a scuola, dall’insistenza intrusiva e giudicante degli insegnanti-kapò che spesso li trattano con malcelato disprezzo, dalla pressione mediatica asfissiante, dalla negazione dell’accesso agli impianti sportivi e ai locali pubblici, dagli adulti ipocondriaci che li guardano come appestati e li colpevolizzano continuamente. Questa non è solo sfacciata e vergognosa discriminazione; è vera e propria tortura psicologica.

La Convenzione delle Nazioni Unite contro la tortura Tortura psicologica all’articolo 1.1 definisce la tortura così:

Ai fini della presente Convenzione, il termine “tortura” designa qualsiasi atto mediante il quale un dolore o una sofferenza gravi, fisici o mentali, siano intenzionalmente inflitti a una persona al fine di ottenere da essa, o da una terza persona, informazioni o una confessione, punirlo per un atto che lui o un terzo ha commesso o è sospettato di aver commesso, o intimidire o costringere lui o un terzo, o per qualsiasi motivo basato su discriminazioni di qualsiasi tipo, quando tale dolore o sofferenza è inflitto da o su istigazione o con il consenso o l’acquiescenza di un pubblico ufficiale o altra persona che agisce in veste ufficiale. Non include dolore o sofferenza derivanti solo da, inerenti o accessorie a sanzioni legali.

Creare una discriminazione del tutto ingiustificata fra cittadini di serie A, che piegano la testa e obbediscono alle volizioni malsane del potere, e cittadini di serie B, che rivendicano la sacrosanta libertà di disporre del proprio corpo e di non cedere all’intimidazione e all’estorsione, e ai loro figli, per di più all’interno delle scuole, è un comportamento criminale e una palese violazione dei diritti umani fondamentali, nonché una plateale violazione dei più elementari diritti alla privacy sui propri dati sanitari.

Perfino il sottosegretario all’Istruzione Rossano Sasso ha rilevato la violenza di questa misura dispotica e crudele, affermando:

Si sancisce un’inaccettabile discriminazione tra studenti vaccinati e non vaccinati in merito ai protocolli su quarantene e didattica a distanza. La soluzione proposta dal Ministro Speranza rappresenta una grave mancanza di rispetto nei confronti della scuola, luogo per eccellenza di accoglienza e inclusione. Negare un diritto a qualcuno non rafforza di certo i diritti degli altri.

Il Garante dei diritti dei minori di Trento, in una lettera indirizzata alla Giunta e al Consiglio provinciale di Trento e all’Autorità Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza, con la quale prende nettamente posizione contro questo abuso inqualificabile a danno dei minori, scrive:

Rivolgo… alle SS.LL. il mio personale disappunto e la mia indignazione per quello che si può definire come un cervellotico e assurdo meccanismo di controllo sociale (il cosiddetto green pass, nelle sue molteplici declinazioni) introdotto dall’esecutivo centrale l’estate scorsa ed imposto sull’intero territorio nazionale (purtroppo con il generale sostegno delle autonomie locali), che comporta, in un continuo crescendo, gravi, violente ed ingiustificate limitazioni ai diritti fondamentali di tantissimi ragazzi e delle loro famiglie.

Il tutto viene scientemente alimentato da una perdurante e martellante narrazione mediatica, tesa ad indicare i bambini e i ragazzi quali diffusori di malattia, con conseguente loro colpevolizzazione e percezione di essere “sbagliati”.

Non sono i bambini e i ragazzi ad essere sbagliati, ma i criminali che stanno distruggendo loro la vita da due anni con il loro delirio di onnipotenza e di controllo. Ne parlammo, con la collega Giuditta Fagnani,  alla sala stampa della Camera dei Deputati a settembre 2020, nella totale indifferenza dei parlamentari, e in un libro pubblicato da “Il Leone Verde”, Emergenza scuola. I bisogni ignorati dei nostri figli nell’emergenza sanitaria. La letteratura scientifica è ormai amplissima. La DAD ai non sierati è la goccia che fa traboccare il vaso. Non si può più tollerare questo ignobile spettacolo che sta devastando la vita di milioni di persone sul piano fisico, mentale e spirituale.

Chiediamo a tutti i genitori e agli educatori di esprimere con vigore la loro opposizione a questa follia perversa. Stanno rubando l’anima ai vostri figli. Toglieteli dall’inferno e cercate per loro soluzioni educative più umane.

Chiediamo agli avvocati di mettere in campo ogni mezzo legale per ottenere giustizia. Si avvicina il momento della resa dei conti con chi ha distrutto noi, i nostri figli e la nostra ricchezza. L’avvocato tedesco Reiner Fuellmich, cha ha raccolto una mole poderosa di prove scientifiche e legali sugli aspetti palesemente fraudolenti della presente tragedia mondiale, sta vagliando l’accusa di genocidio.

Il Comitato Internazionale di Bioetica , seppur tardivamente, ha rilevato la grave violazione del codice di Norimberga, affermando, fra le altre cose, che l’obbligo vaccinale per questi farmaci sperimentali è

  • “al di là e al di fuori di qualsivoglia logica medica e scientifica”,
  • che “la campagna vaccinale sta comportando la violazione sistematica del principio del consenso libero e informato”;
  • che “nella misura in cui l’assunzione di detti «medicinali» sperimentali comporti un rischio per i soggetti riceventi, la campagna vaccinale si configura come una sperimentazione di massa condotta su soggetti inconsapevoli in spregio dei principi fondamentali di bioetica e di biodiritto”;
  • che “tra gli effetti non inattesi della campagna vaccinale si colloca anche l’incitamento alla discriminazione e all’odio nei confronti dei soggetti che hanno scelto di non vaccinarsi, o non possono farlo”;
  • che “uno degli obiettivi principali della gestione politica dell’emergenza Covid e della stessa campagna vaccinale è costituito dall’introduzione, per scopi evidentemente diversi da quelli sanitari, di strumenti di controllo fondati sulla digitalizzazione della vita dei cittadini e degli stranieri residenti in Italia”.
  • Ha infine chiesto di abolire il green pass e l’obbligo vaccinale, pertanto, “invita gli altri Stati, nonché le Organizzazioni internazionali, a valutare l’opportunità di adottare misure di moral suasion nei confronti del Governo italiano affinché ponga fine alla sperimentazione di massa, su cittadini e stranieri residenti, di un medicinale sperimentale impropriamente denominato ‘vaccino’”.

Chiediamo ai giudici di svegliarsi dal sonno di due anni e di intervenire, perché la misura è colma e prima o poi anche loro dovranno rendere conto al popolo inferocito. Abbiamo tutti la responsabilità di proteggere i bambini e i ragazzi, a meno di non voler essere complici di una serie ormai lunghissima di imperdonabili crimini contro l’umanità a loro danno. Chi non è intervento a fermare lo scempio dei diritti umani ha sulla coscienza il disagio mentale, la sofferenza, la vita rubata dei bambini e dei ragazzi. Non ci sarà oblio per questa barbarie.

Articolo pubblicato sul sito della casa editrice Il Leone Verde.

https://www.bambinonaturale.it/2022/02/nuove-regole-dad

Educare, nonostante tutto. Come proteggere l’integrità dei più giovani

Conferenza registrata il 27 gennaio 2022 dalla Fondazione Salutogenesi Onlus.

Diapositive mostrate nel video

La persecuzione dei sani e i nuovi paria nella scuola di regime

La categoria di “sano” è scomparsa dal nostro linguaggio. La psicopandemia, quale mezzo diabolico per frantumare la coesione sociale e i diritti costituzionali attraverso la paura e l’arbitrio, ha riprogrammato le menti a percepire soltanto le categorie di “contagiato” e di “asintomatico”, il secondo come sottoinsieme del primo. Non è più permesso definirsi “sani”, ma solo come “asintomatici”, cioè potenzialmente infettivi e untori per qualcun altro. In questo psicodramma collettivo, i ruoli si sono capovolti: non sono più i malati che contagiano (potenzialmente) i sani, ma sono i sani ad essere potenzialmente contagiosi, al punto che perfino i più osservanti sostenitori del siero miracoloso ne hanno una tremenda paura (dei sani), nonostante, appunto, la fede assoluta in quella che chiamano “scienza” e nei suoi ritrovati salvifici. Non c’è modo di far rilevare la contraddizione. Che minaccia potrebbe mai costituire un sano ad un soggetto protetto dal morbo pestifero grazie alla magica pozione? Se non ci crede lui, alla protezione, perché dovrebbe crederci il rinnegato della religione scientista? Ma la fede incrollabile non ammette dubbi di sorta e chi prova ad usare il punto interrogativo è in tutta evidenza un miscredente traditore e ignorante. Amen.

Per questo è cominciata la Grande Persecuzione contro i sani. Come il dottor Knock, personaggio di finzione che fa credere ai sani di essere ammalati per curarli, i sani devono essere stanati con un tampone a cicli di amplificazione esagerati per essere definiti “contagiati asintomatici”, sottoposti a quarantena, privati dei diritti costituzionali se, essendo sani e volendo mantenersi tali, preferiscono non sottoporsi alla sperimentazione del siero genico, data la probabilità molto alta di non ammalarsi di Covid in modo grave (oltre il 99,9%). Intanto, AIFA riporta 2 morti al giorno dopo l’inoculo e i dati EUDRA Vigilance e VAERS fanno venire brividi di orrore per l’enormità del disastro, naturalmente ignorati dalla TV, che descrive invece con toni drammatici e compiaciuti la terribile fine dei no-vax in ospedale.

Poiché non si piegano ed osano perfino farsi domande di buon senso, per esempio che senso abbia il lasciapassare verde, se anche gli inoculati possono ammalarsi e contagiare esattamente come chi ha ricevuto la sacra unzione e forse perfino di più, come testimoniato abbondantemente dai dati ufficiali israeliani e britannici, da tutti, a cominciare dalle cariche più alte dello Stato, e poi a seguire da giornalisti di regime, nani, ballerine e testimonial pubblicitari in camice bianco, vengono ingiuriati, vilipesi, additati come pericolosi delinquenti, da chiudere in casa come sorci, sterminare, internare, sottoporre a TSO, torturare in corsia, riempire di piombo come le folle di Bava Beccaris, privare dell’assistenza sanitaria, bullizzare senza pietà.

Ovviamente, tutto questo odio si giustifica con il fatto che la loro insopportabile rivendicazione di libertà personale costituisce una minaccia gravissima per la salute pubblica. Nella società dei servi, la libertà è un delitto. In un certo senso, dicono la verità. I sistemi totalitari non hanno mai trattato con benevolenza i dissidenti, specie se libertari. Li hanno definiti “pazzi”, “nemici del popolo”, “parassiti”, “terroristi” per dirigere su di essi la frustrazione delle folle schiavizzate dall’élite al potere. La criminalizzazione delle minoranze ha un nome in psicologia. Si chiama “esclusione morale” e consiste nel deumanizzare l’altro, nel considerarlo meno degno di essere trattato come umano, con il risultato di indebolire i freni morali di chi lo perseguita. Tutto diventa lecito nei confronti dei “sorci” subumani (Burioni dixit). Così nascono i pogrom e così il nazismo ha indotto l’odio verso gli ebrei. Questo per chi si ostina a dire che il nazismo era un’altra cosa: nei contenuti, certo, non nei meccanismi psicologici indotti dalla propaganda, che sono identici.

Come ci ha insegnato George Orwell, il linguaggio crea la realtà. Attraverso la definizione linguistica di un contenuto ideativo, se ne modifica la percezione collettiva. Se poi i media veicolano in modo martellante e con voce univoca gli slogan di regime, benché palesemente falsi e volutamente ingannevoli, la gente finisce con il credere che quella sia la realtà. Ora, nella narrazione di regime, i perseguitati diventano gli odiatori e i criminali, nemici del bene comune. In questo modo, si prepara la massa al minuto d’odio di cui ci racconta il romanzo 1984. La libertà è schiavitù, il sano è malato, chi dissente ti impedisce di essere libero, la vittima è il carnefice. La neolingua colpisce sempre le menti deboli e le priva di ogni difesa.

La persecuzione dei sani ancora liberi, chiamati con disprezzo e in blocco “no-vax”, produce violenza sociale, degrado morale e civile, distruzione economica e infinita quanto inutile sofferenza. Infine, genera nuovi paria, nuovi intoccabili, nuovi reietti. La scuola e l’Università, quest’anno, riaprono all’insegna dell’esclusione morale e della discriminazione più bieca. Buttati fuori come delinquenti i docenti che non si piegano al decreto liberticida, con il plauso dei sindacati. Se in classe c’è un no-vax (e come si fa a saperlo? Alla faccia della privacy), tutti gli studenti sono costretti a tenere la mascherina. Se non accettano di fare da cavie ad un farmaco che non migliora la loro salute, quando non la danneggia, i ragazzi non possono fare sport, mangiare la pizza con gli amici, frequentare una biblioteca o un museo, andare all’Università. Il ricatto è più che giustificato agli occhi dei padroni per ottenere lo scopo di piazzare una fiala; il danno psicologico appare irrilevante al loro sguardo algido. La pressione al conformismo del gruppo dei pari farà il resto. Non mancheranno la delazione, il bullismo, l’aggressione e l’induzione al suicidio. E questo incitamento all’odio sarebbe per la salute pubblica. Tutto normale agli occhi dei ciechi.

Non siamo nel 1938, è anche peggio. Stanno distruggendo la vita a migliaia di giovani e riducendo sul lastrico migliaia di famiglie per un bieco programma politico di controllo sociale che con la salute non c’entra palesemente nulla. Se lo accetterete, ne sarete complici e vittime subito dopo. Perciò reagite e togliete i vostri figli dall’orrore. Salvateli in qualunque modo. Fateli vivere sereni e integri. Ma non coltivate rabbia, paura, odio, senso di ingiustizia. Questo fa il gioco degli psicopatici che vogliono cibarsi della sofferenza dell’umanità e godono della divisione. Per quanto si accaniscano, infatti, la cattiveria ha l’effetto del secchio di acqua gelata sulla coscienza della gente che dorme. Vivete nell’amore, nella giustizia e nella gioia e guardate oltre: il male richiama sempre il suo contrario. Ai responsabili di questo scempio ci penserà il karma, insieme all’elevazione della coscienza collettiva. Ogni azione ha un biglietto di ritorno. E questo è a breve scadenza, non temete.

Post Scriptum: Un punto interrogativo io ce l’avrei, purtroppo. Quale è il vero Sergio Mattarella? Quello che il 5 settembre ha detto: “Non si invochi la libertà per sottrarsi alla #vaccinazione, perché quell’invocazione equivale alla licenza di mettere a rischio la salute altrui e in qualche caso di mettere in pericolo la vita altrui”? Oppure quello che il 25 aprile diceva: “La storia insegna che quando i popoli barattano la propria libertà in cambio di promesse di ordine e tutela, gli avvenimenti prendono sempre una piega tragica e distruttiva”? Così, per capire…

Articolo pubblicato su Sovranità popolare, n° 5/2021.

La comunicazione nell’era Covid

Questa intervista è stata condotta da un gruppo di professionisti aderenti all’associazione Consensus Ars Medica e pubblicata sul sito dell’Associazione.

Giovanni Masciarelli, insieme a Consensus Ars Medica, ha intervistato la dott.ssa Patrizia Scanu, psicologa, Gestalt counsellor e formatrice. Abbiamo chiesto la sua opinione sulla comunicazione nell’era Covid.

Con il motto “io resto a casa” è avvenuta una trasformazione nella comunicazione di massa. L’informazione martellante e totalizzante ha assunto caratteri manipolatori generando profondi stati paura. Di conseguenza si è trasformato il tessuto di relazioni su cui si fondano la società, la famiglia, il mondo del lavoro e della scuola.

Nel tempo la manipolazione si è condita di diffidenza, censure, violenze verbali e criminalizzazioni fino a minacce di sospensioni e radiazioni dal proprio lavoro. Ciò ha portato a profonde divisioni. Le persone sono state messe le une contro le altre in ogni contesto sociale.

D’altro canto si è diffusa una mentalità nuova che ha dato origine a esperienze di aggregazione inaspettate e innovative in diversi settori. Qui la comunicazione ha ripreso il suo ruolo di collante, mettendo in relazione persone provenienti da esperienze molto differenti tra loro. La condivisione e la ricerca di vicinanza sono tornate protagoniste nel tessere relazioni umane.

Nel primo video, la dottoressa Patrizia Scanu analizza la comunicazione del mainstream: giornali, televisioni, social.

Comunicazione e manipolazione

Nella seconda parte del video ci parla delle problematiche nelle comunità dei giovani e nella scuola.

Parte seconda: Educazione e bisogni dei giovani

Per approfondimenti:

www.sinergeticapsi.org, www.patriziascanu.it , libro: Emergenza Scuola

Relativamente ai suicidi in adolescenza:

Relativamente all’uso improprio della psicologia sociale:

Relativamente a come è stato pianificato in UK lo Stato della paura:

https://www.lauradodsworth.com/a-state-of-fear

Non possiamo più delegare

Intervento al No Paura Day di Milano del 30 ottobre 2021, organizzato da Primum Non Nocere.
Registrazione audio dell’intervento. Cliccare sull’immagine per il video.

Sono qua come rappresentante di SinergEtica, un gruppo di psicologi firmatari del Comunicato degli psicologi, pubblicato nella primavera del 2020, in cui si segnalava alle istituzioni e all’opinione pubblica il rischio dei danni psicologici molto gravi che potevano derivare dal lockdown, sulla base della letteratura scientifica già conosciuta.

Purtroppo, come voi sapete, le nostre preoccupazioni sono state confermate dai fatti. I danni psicologici sono tangibili. Abbiamo un’epidemia di problemi psicologici di ogni tipo e questo disagio ha toccato soprattutto bambini e adolescenti. Per questo SinergEtica si è attivata: è un gruppo di psicologi firmatari del Comunicato che ha deciso di collaborare per aiutare le persone ad affrontare tale disagio.

Bambini e adolescenti hanno sofferto molto per il lockdown e per le misure che sono state adottare in misure davvero draconiana nella scuola. Quella che stiamo affrontando non è però solo un’emergenza di tipo sanitario o democratico, è anche e soprattutto un’emergenza di tipo educativo e spirituale.

Bambini e ragazzi stanno soffrendo di un disagio mentale diffuso, che comprende sintomi anche gravi che vanno dallo stress post-traumatico, all’ansia, alla depressione, ai disturbi dell’alimentazione, alle dipendenze dal digitale, all’autolesionismo. Molti di loro hanno avuto enormi problemi a scuola, hanno abbandonato la scuola. L’abbandono scolastico è stato altissimo durante la pandemia; molti di loro stanno rifiutando la scuola: non ci vogliono più andare, sono in forte disagio. Tutti questi danni sono stati abbondantemente riferiti dal Comunicato degli Psicologi. Potete andare a visitare il sito https://comunicatopsi.org/ e leggere i report che periodicamente vengono pubblicati sulla base delle ricerche scientifiche condotte negli ultimi mesi.

Non sono solo psicologa; sono anche insegnante da moltissimo tempo, da 35 anni, e ho letto negli occhi dei miei ragazzi tanta tristezza. Ho visto spesso piangere gli adolescenti per il tempo che è stato loro rubato. “Ci sono stati rubati due anni della nostra vita”, mi hanno detto: per le esperienze mancate, per il senso di oppressione e di prigionia, per la perdita di senso.

Vi ricordo che il vuoto di esperienza è a tutti gli effetti un danno psicologico grave e irreparabile, perché bambini e ragazzi che non fanno un’esperienza nel tempo in cui dovrebbero farla non la recuperano più. La mancanza di senso, poi, è un sintomo di sofferenza spirituale. Questi ragazzi stanno soffrendo proprio su un piano spirituale.

Quindi oggi non vorrei parlare con voi da psicologa, ma da persona umana, portatrice di diritti naturali e inalienabili, fra i quali la libertà e l’autodeterminazione.

Vi invito ad agire, ad uscire dalla zona di comfort, perché non è più il tempo di delegare alla scuola e ad altre istituzioni l’educazione dei nostri figli. Non possiamo più permettercelo in nessun modo. Il dramma che stiamo vivendo, che consiste nella demolizione sistematica di una nazione ricca di storia e di cultura, della democrazia, dei diritti, della ricchezza di questo meraviglioso paese e nella disgregazione altrettanto sistematica dei legami sociali di solidarietà, accoglienza, tolleranza, ha però un risvolto positivo: ci ha fatto crollare tutte le illusioni che ci tenevano addormentati, ci ha costretti a vedere come stanno effettivamente le cose; è stata un brusco risveglio e uno straordinario bagno di verità. Come nel Truman show, il fondale di scena si è squarciato e non c’è più modo di tornare indietro. Chi si sveglia, non può più riaddormentarsi; può soltanto agire.

I nostri figli hanno bisogno di noi, perché dobbiamo dare loro quello che non è più scontato nella scuola. Nulla di ciò che davamo per scontato, neppure i principi basilari della convivenza civile, lo è ancora, in questo naufragio dell’etica e dei diritti.

In questo periodo, hanno chiamato libertà la schiavitù, proprio come Orwell; hanno chiamato responsabilità l’obbedienza acritica, malattia la salute, scienza un dogmatismo scientista privo di etica, sicurezza la perdita della libertà; hanno sdoganato la menzogna, la delazione, il ricatto, la sottomissione, la discriminazione, la criminalizzazione del dissenso, la violenza verbale e seminato ovunque la paura e la discordia.

I ragazzi più sensibili (ve ne sarete accorti, se li avete guardati negli occhi) stanno male, perché avvertono l’ipocrisia che si è infiltrata ovunque, anche nella scuola, dove parole come democrazia, inclusione, uguaglianza, diritti stanno perdendo ogni riferimento alla realtà.

Alcuni di voi conosceranno Viktor Frankl, che era uno psichiatra austriaco sopravvissuto ad una lunga permanenza nel campo di Auschwitz, nel quale perse i suoi familiari. Frankl passò il resto della sua vita a sostenere e ad aiutare le persone sofferenti. Lui diceva che sono tre le condizioni necessarie per una vita piena e appagante:

o            avere almeno una relazione profonda e significativa

o            avere un progetto per il futuro

o            riuscire a dare un senso alla sofferenza inevitabile

Se noi ci aspettimao che questo lo faccia ancora la scuola, ci sbagliamo. Lo dobbiamo fare noi. I ragazzi non impareranno più questo a scuola. La scuola (salvo poche eccezioni) è ormai al capolinea ed ha smarrito la sua funzione di organo costituzionale. Ora sono virtù civili l’obbedienza cieca, il conformismo delle idee e dei comportamenti, l’ortodossia del pensiero unico, l’emarginazione del dissenziente, l’isolamento sociale, la perdita di valore dell’individuo.

Perciò noi non possiamo delegare; ora tocca a noi. Dobbiamo concentrare le forze per far sì che i nostri figli imparino a fare ciò che ci ha insegnato Viktor Frankl con il primo principio dei tre indicati, avere almeno una relazione importante. Questo si fa insegnando ai nostri figli ad amare se stessi (non glielo insegna nessuno) e gli altri, ad essere empatici, ad ascoltare, a tollerare la differenza dei punti di vista, a gestire emozioni e conflitti, a saper costruire relazioni profonde e significative, a prendersi cura, a restare umani nel senso più elevato del termine.

Dobbiamo impararlo prima noi per insegnarlo a loro con l’esempio, perché i nostri figli non fanno ciò che diciamo, fanno ciò che facciamo.

Dobbiamo progettare il nostro futuro e aiutarli a progettare, perché questa epidemia ha tolto loro la prospettiva del futuro. Questa società malata e corrotta ha i giorni contati. Noi siamo i loro traghettatori verso il futuro. Come diceva Gandhi, dobbiamo essere il cambiamento che vogliamo vedere nel mondo. Quindi è fondamentale per noi non dare energia a ciò che non lo merita, alla rabbia, alla paura e all’odio, non farci distrarre dall’inessenziale. Dobbiamo fare come la candela in una stanza buia: la fiamma non lotta con l’oscurità, non prova rabbia, non prova odio, non si agita, semplicemente risplende e dove c’è, non c’è più il buio. Noi dobbiamo lasciar risplendere la nostra essenza spirituale e aiutarli ad esprimere la loro. Questa è la sostanza dell’amore spirituale, che nessuno ci insegna: risplendere e trasformare.

Infine, dobbiamo aiutarli a dare un senso alla loro sofferenza interiore, che è tanto grande quanto ignorata. Non dobbiamo sottovalutarla; hanno subito un attentato alla loro integrità personale.

Quindi dobbiamo insegnare loro a proteggersi, a non essere schiavi del volere del gruppo, ad essere sintonizzati con la propria coscienza superiore, ad agire eticamente, a tollerare la sofferenza per poterla trasformare attraverso la comprensione; dobbiamo insegnare loro ad essere spiriti liberi.

E per questo, hanno bisogno di imparare ad amare la verità e a cercarla, a diffidare di chi pretende di possederla, ad avere il coraggio di difenderla, ad essere se stessi e fedeli a se stessi, ad amare la giustizia, la gioia, la bellezza, a sperimentare la condivisione e la solidarietà.

Abbiamo tutti quanti, gradi e piccoli, una splendida occasione per comprendere chi siamo veramente e per conoscere la nostra forza. Siamo molto più di quello che crediamo di essere.

Insomma, dobbiamo rimboccarci le maniche e prenderci la responsabilità enorme e il privilegio di custodirli e traghettarli verso il futuro. Questa deve essere la nostra priorità assoluta. Non lo può fare nessun altro, e niente è più importante di questo.

Amore, verità, giustizia, solidarietà non sono parole vuote. Sono il futuro dell’umanità, l’unico possibile. Siete pronti a darvi da fare?

La dipendenza da Internet. Intervista con Daniel Griva

Intervista del 27 ottobre 2021 sui rischi dell’abuso di digitale nell’età dello sviluppo.

Come affrontare il disagio psicologico da Covid-19?

Intervista di Guido Gheri a me e a Giuditta Fagnani sul libro “Emergenza scuola

https://www.facebook.com/gheriguido54/videos/4385455798138299/

Lunga intervista per Radio Studio 54 sul libro Emergenza scuola. I bisogni ignorati dei nostri figli nella crisi sanitaria. Molti suggerimenti per riuscire ad affrontare il grave disagio prodotto dal clima sociale e dalle misure sanitarie.

  1. (SCANU) Dall’ultima volta che abbiamo parlato di scuola con Lei, so che ha pubblicato un libro insieme alla sua collega Giuditta Fagnani, dal titolo Emergenza scuola. I bisogni ignorati dei nostri figli nella crisi sanitaria. Com’è nata l’idea? Ce ne vuole parlare?
  2. (FAGNANI) Dottoressa Fagnani, so che Lei è psicologa dell’età infantile. Può raccontarci la sua esperienza di questi mesi con i bambini? Come stanno vivendo questo periodo così anomalo?
  3. (SCANU) E gli adolescenti? Quali conseguenze hanno su di loro le misure sanitarie adottate, soprattutto nelle scuole?
  4. (FAGNANI) Nel titolo del libro avete parlato di bisogni ignorati. Di che cosa hanno bisogno bambini e ragazzi? E’ davvero il Covid il nostro nemico?
  5. (SCANU) Si può fare qualcosa per aiutarli? Si parla spesso di resilienza, ma che cos’è?
  6. (FAGNANI) Lei che cosa suggerisce per la salute dei bambini?
  7. (SCANU) Tanti ascoltatori mi hanno scritto, chiedendomi dei consigli per affrontare un disagio psicologico sempre più marcato. Molte persone stanno male, anche fra gli adulti. Come si può preservare la propria salute psichica? Avete qualche suggerimento pratico per gli adulti?
  8. (FAGNANI) Vuole aggiungere qualcosa, magari sul potenziale della mente nelle situazioni difficili?
  9. (SCANU) Vuole lasciarci una riflessione conclusiva?
  10. (FAGNANI) Anche lei?

Intervista di Gianluca Spina sul libro “Emergenza scuola”

Qui l’intervista completa: https://iopenso.eu/video/i-ragazzi-sono-resilienti

https://fb.watch/3PurooXImt/

I RAGAZZI SONO RESILIENTI | #IOPENSO
I ragazzi stanno male, ma sono resilienti. Questo il messaggio positivo scaturito dalla splendida conversazione intrattenuta per la piattaforma www.iopenso.eu con Patrizia Scanu (Docente liceale e psicologa) e Giuditta Fagnani (Psicologa), coautrici del libro fresco di pubblicazione “Emergenza scuola”.

Presentazione del libro “Emergenza scuola” presso la Fondazione Salutogenesi Onlus

Intervista del dottor Paolo Roberti di Sarsina e del dottor Mauro Alivia, Presidente e Vicepresidente della Fondazione Salutogenesi Onlus di Bologna.

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